Nel corso dell'anno 2000, AITI ha condotto un sondaggio tra
i propri Associati.
Il campione selezionato, rappresentativo di un 40% della popolazione associativa,
è stato di 153 professionisti, tutti operanti nel campo della finanza
d'impresa.
Le aree tematiche affrontate sono state le seguenti:
Il Professionista;
L'azienda in cui lavora;
Il rapporto con le Banche di riferimento;
L'organizzazione dell'area Finanza e Tesoreria;
La gestione tecnica dei rischi;
Il supporto Informatico;
L'associazione.
I risultati del sondaggio in oggetto sono stati sintetizzati qui di seguito per
ciascuna delle aree sopra menzionate.
Il Professionista
Gli Associati AITI sono nella gran parte di sesso maschile (80%) e risultano
posizionati prevalentemente nella fascia d'età 31-50 anni (48% nella fascia
31-40).
Il livello di scolarità è piuttosto alto, con un 56% di laureati in economia ed un 39%
di diplomati, essenzialmente in ragioneria.
Nel 60% dei casi i nostri Associati svolgono la funzione di Tesoriere da 3-7 anni,
un 13% ricopre la carica di Direttore Finanziario ed un 10% soltanto si
presenta come addetto di tesoreria.
Il 40% riporta al Direttore Amministrativo e Finanziario ed un 16% al Direttore
Finanziario "puro".
L'azienda in cui lavora
Nel 59% dei casi si tratta di un'azienda industriale di dimensioni medio-grandi
(27% tra 50-150 EUR mio; 31% > 500 EUR mio), con organizzazioni stabili
all'estero soprattutto nell'Unione Monetaria ed Economica Europea (28%), in
Nord America (15%) ed in Asia (15%).
Il rapporto con le banche di riferimento
Il 52% dei Soci afferma di avere una relazione di "Partnership" con le proprie
Banche, anche se in molte occasioni prevale il c.d. "opportunity business",
spinto da necessità di breve "caldamente sponsorizzate" dall'imprenditore.
In media, nel 70% dei casi, i rapporti bancari sono più di 10/15 ed il lavoro è
piuttosto polverizzato.
Nel 61% dei casi si tratta di Banche Italiane, soprattutto Grandi Gruppi (49%).
Ciò che i nostri Soci maggiormente richiedono alle proprie banche di riferimento è:
efficienza operativa;
interlocutori competenti ed affidabili;
snellezza e rapidità decisionale;
qualità dei servizi resi;
un buon rapporto tra qualità e prezzo.
L'organizzazione dell'area finanza e tesoreria
Nel 43% dei casi l'area Finanza/Tesoreria è vista come un "Centro di Servizio", nel
quale prevale la "Finanza Operativa" (44%), seguita a ruota da "cassa e
banche". La Finanza Strategica non gioca ancora un ruolo importante. E' anche
vero però che al 70% tale attività sembra essere accentrata. Nell'area
Finanza/Tesoreria lavorano in media 7 persone, il cui numero, nel 69% dei casi,
è rimasto invariato negli ultimi 2 anni, anche se il "turnover", ultimamente,
tende a crescere esponenzialmente.
La gestione tecnica dei rischi
La gestione del rischio di liquidità si concentra sulle fonti di finanziamento e
al 50% su un orizzonte temporale di breve periodo. Il cash management (25%) è
prevalentemente basato su forme di "cash pooling" nazionale tra società
appartenenti ad uno stesso gruppo, nonché su procedure di netting/clearing
intercompany.
Gli altri rischi gestiti sono rispettivamente quelli di cambio (25%) e tasso (25%),
mediante strumenti derivati (30% forward, 28% options, 24% swaps).
Il supporto informatico
Il sistema di E-banking più diffuso è senza dubbio il "Corporate Banking
Interbancario" sia informativo (48%) sia dispositivo (45%).
Nel 55% dei casi i Soci hanno poi adottato "pacchetti standard" di tesoreria, che
sono stati integrati principalmente con lo stesso "e-banking" e con la
contabilità.
L'Associazione
Ciò che i nostri Soci richiedono all'associazione può essere così sintetizzato:
"Networking";
Pochi convegni di ½ gg, meglio se pomeridiani su temi di massimo interesse (la qualità dei
relatori e la capacità di coinvolgere la platea sono sempre vincenti);
Pubblicazioni specializzate;
Informazioni aggiornate tramite Internet ed e-mail;
Formazione specialistica.
Gli argomenti più "gettonati", sono nell'ordine:
Pianificazione e controllo di gestione finanziari;